Il passato è sale
Il passato è sale: Baglioni, una notte di note
pubblicato domenica 20 marzo 2011 alle 08:00
“Il passato è sale” di questa domenica è:
“Baglioni, una notte di note”
de “La Stampa”
pubblicato sabato 22 novembre 2008
Al Regio lunedì il cantante romano
Lunedì sera Claudio Baglioni torna a Torino per esibirsi alle 20,30 al Teatro Regio in un concerto a sostegno del Fai.
Più che uno show, quello del cantautore romano si annuncia come un recital dai colori autunnali. Il concerto torinese non è infatti inserito nel piano di viaggio della tournée in corso, che vede Baglioni in transito tra una decina di date al Teatro Allianz di Milano, da cui si congeda questa sera, ad altrettanti spettacoli in programma da mercoledì a Roma. Per rispondere all’invito del Fai, l’autore di «Questo piccolo grande amore» ha scelto la dimensione più intima, e si presenta da solo con il pianoforte. In programma le canzoni più celebri di una carriera lunga quasi quarant’anni.
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Il passato è sale: Baglioni si laurea “dottore” in architettura
pubblicato domenica 13 marzo 2011 alle 08:00
“Il passato è sale” di questa domenica è:
“Baglioni si laurea “dottore” in architettura”
di “Il Resto del Carlino”
pubblicato giovedì 24 giugno 2004
È ufficiale: il cantante Claudio Baglioni, d’ora in poi, è l’architetto Baglioni. L’artista, infatti, stamattina è stato proclamato dottore presso la facoltà di architettura Valle Giulià di Roma con il voto di 108/110. Baglioni si è detto «molto soddisfatto voto ottenuto poichè partiva da una media del 27, ossia dal punteggio di 99. Ciò significa che con la sua tesi sul restauro architettonico e la riqualificazione urbana del gasometro di Roma ha guadagnato ben 9 punti».
Baglioni ha ritirato il diploma di laurea fra gli applausi e le ovazioni degli studenti, che lo hanno acclamato come un vero divo. Fra gli scatti dei flash e le richieste di autografo, per il cantante anche un enorme mazzo di fiori, rigorosamente rosso, dono di una fan visibilmente emozionata.
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Il passato è sale: E le canzoni sono le poesie di oggi
pubblicato domenica 06 marzo 2011 alle 08:00
ClaudioBaglioni.net propone un appuntamento settimanale
dal titolo “Il passato è sale”.
Ogni domenica dall’archivio del blog verrà rivisitato
un articolo dal passato.
“Il passato è sale” di questa domenica è:
“La vita è adesso” – E le canzoni sono le poesie di oggi
di Gino Castaldo per “la Repubblica“
pubblicato mercoledì 5 giugno 1985
“Se mi sento un poeta? Beh, è quello che vorrei essere. Non mi piace dirmelo da solo, per un normale pudore, ma se me lo dicono gli altri mi fa molto piacere”.
Con queste semplici parole Claudio Baglioni ha presentato alla stampa il suo nuovo album, La vita è adesso (ed. CBS), fra pochi giorni in tutti i negozi, e già richiestissimo (la casa discografica parla di trecentomila prenotazioni).
A detta dell’autore è stato un lavoro molto faticoso.
“E’ molto più difficile realizzare un nuovo disco dopo aver avuto un grande successo. La tentazione è quella di rifare le stesse cose, visto che hanno funzionato. Ma non è quello che mi interessava”.
E perchè tutto questo tempo? (l’ultimo album di studio, Strada facendo, è del 1981, e poi c’è stato lo strabordante successo del doppio dal vivo Alè-Oo): “Perchè ci vuole il giusto tempo fisico e un forte strattone per poter andare avanti, senza rimanere ammalati di successo”.
La vita è adesso è una nuova tappa di un tormentato percorso che Baglioni sta seguendo da anni, nel tentativo di riscattarsi dall’etichetta di canzonettaro commerciale che gli è stata affibbiata per anni, magari troppo frettolosamente, da una critica che gli ha sempre preferito altri cantautori. Questa volta il livello è davvero molto sofisticato. L’album si presenta come un lavoro ricercato, con strutture di canzoni molto dilatate e aperte, spesso prive dei normali schemi “strofa-refrain-strofa”, con testi molto impegnativi. Rimane sempre, però, un grande trasporto melodico, l’enfasi del canto e di una certa commozione interpretativa che sono sempre state le sue caratteristiche. Così come non ha rinunciato del tutto ad usare il gergo degli adolescenti: i testi sono pieni di “baretti”, “muretti”, di parole come “appitonato”, “schicchera”, “cicca”, e così via dicendo, come per riprodurre il modo in cui realmente parla la gente, o per non distanziarsi troppo dall’universo adolescenziale, quello che in fondo gli ha sempre tributato un caloroso successo.
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Il passato è sale: Il cantante sul palco solo con il pianoforte
pubblicato domenica 27 febbraio 2011 alle 08:00
“Il passato è sale” di questa domenica è:
Il cantante sul palco solo con il pianoforte
di “www.tgcom.it“
pubblicato domenica 29 aprile 2001
Partirà il 2 maggio il nuovo tour di Claudio Baglioni
Claudio Baglioni solo con la magia del suo pianoforte. E’ quello che accadrà, dal 2 maggio al 18 giugno per il tour InCanto tra pianoforte e voce, la sfida del 2001, quella dei 50 anni, del cantautore romano.
“E’ la prima volta”, spiega Claudio, “che mi espongo fino a questo punto: completamente solo su un palco. Quindici anni fa feci un tour negli stadi, Assolo, ma era tutta un’altra cosa. C’era molta elettronica in quei concerti: tra computer, file midi e campionamenti, mi muovevo tra 24 tastiere e 3 chitarre. Assolo era un tour titanico se paragonato all’intimità e al raccoglimento dei piccoli teatri di tradizione lirica in cui canterò adesso”.
Nata dall’idea di riportare a casa un vecchio pianoforte e dal desiderio di ricominciare a suonarlo, la tournèe, con un calendario molto fitto, si preannuncia abbastanza rischiosa: “Da un paio di giorni temo una tendinite. Un conto è suonare la tastiera, un conto è suonare, per ore, i tasti più duri del pianoforte. Sembra banale, ma a volte sento quasi il fuoco sulle dita e sull’avambraccio. Spero”, aggiunge, “di riuscire ad arrivare fino in fondo. Oltre ad una preparazione fisica occorre anche un buon allenamento psicologico: sono abituato a scaricare la tensione con la mia band, mentre questa volta ho scelto di
fare un’arrampicata solitaria. In compenso, credo che davvero nessuna serata sarà uguale all’altra”.
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Il passato è sale: Oltre il concerto, Baglioni ride
pubblicato domenica 20 febbraio 2011 alle 08:00
“Il passato è sale” di questa domenica è:
Sorpresa: Baglioni ride
di Gino Castaldo per “la Repubblica”
pubblicato giovedì 30 gennaio 1992
C’è un insolito travaglio nella storia recente di Claudio Baglioni, insolito almeno pensando alle piatte vicende della nostra musica popolare.
Per evolversi, da molti anni a questa parte, Baglioni si impone delle sfide e poi cerca di superarle. Fu una sfida il tour “Assolo” (megaconcerti senza alcun accompagnamento), fu una sfida, in verità rischiosa e sbagliata, quella di partecipare al concerto di Amnesty International accanto a Springsteen e Sting, e poi i concerti a sorpresa in discoteca, le scorribande in periferia romana a bordo di un camion, in fondo lo stesso doppio album Oltre costato tre anni di fatiche e ripensamenti.
E tutto sommato di sfida si trattava anche per questo nuovo poderoso impegno concertistico di cui si parlava da mesi, iniziato l’altra sera da Firenze.
Baglioni in tour non ci si presentava dal 1986, e tutto è stato concepito all’ insegna del nuovo: palco centrale, come già annunciato nel megaconcerto al Flaminio dello scorso luglio, spazi medio-grandi, così da consentire buona visibilità a tutti, rimanendo più giorni in ogni città, una concezione allargata del luogo del concerto, messo a disposizione della città come spazio polivalente e di incontro per diverse realtà locali.
Ma la novità più rimarchevole è certamente l’ introduzione di ironici elementi di spettacolo per arricchire e movimentare le tre ore del concerto.
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Il passato è sale: Ecco la mia nostalgia del futuro
pubblicato domenica 13 febbraio 2011 alle 08:00
“Il passato è sale” di questa domenica è:
Intervista al cantante che pubblica il nuovo album “Sono io”
di Mario Luzzatto Fegiz per “Corriere della sera”
pubblicato mercoledì 21 maggio 2003
Baglioni: «Ecco la mia nostalgia del futuro»
Il cantante spiega di aver scritto le ultime canzoni con l’idea di poterle condividere con i suoi fan durante il prossimo tour
“Mentre stavo al pianoforte per le canzoni di questo album, mi ponevo una sola domanda: “Mi commuove o non mi commuove? Solo se la risposta era affermativa la canzone veniva promossa”. E non appena il sito di Baglioni ha messo in rete un minuto delle tredici canzoni del nuovo album “Sono io” (sottotitolo: “L’uomo della storia accanto”) si è acceso fra i fans il dibattito: è un ritorno ai tempi di “Poster”? E’ la negazione della trilogia partita da “Oltre” e conclusa da “Viaggiatore”?
Giriamo la domanda a lei Baglioni…
“Molto probabilmente bisogna andare in giro, perdersi, navigare, andare indietro avanti per poi poter ritrovare una strada familiare, un sapore di casa, una luce che volge verso il tramonto, un tramonto accomodante. Una meta prima di ripartire”.
C’è enfasi e crescendo, gusto del cesello nei suoni e negli arrangiamenti, combinazioni di strumenti (tipo violoncelli grancassa) create in sintonia con le atmosfere dei versi. E c’è un uomo dal naso grande che sembra una prua, suo padre, negli struggenti quadretti di Patapan…
“Il naso come prua… tutti ce l’abbiamo, come una sorta di sestante buttato in avanti. Mio padre Riccardo, scomparso qualche anno fa, aveva un naso grande e rassicurante”.
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Il passato è sale: Acustico – Sogno di una notte di notte
pubblicato domenica 06 febbraio 2011 alle 08:00
“Il passato è sale” di questa domenica è:
Claudio Baglioni, esce il nuovo cd
da “il Nuovo”
pubblicato giovedì 23 novembre 2000
Nei negozi il 24 novembre “Acustico – Sogno di una notte di notte”. L’abum è stato registrato durante il tour estivo del cantautore. Nel futuro un musical, un film e la turnée.
Un nuovo album per ora e, in futuro, un musical, un film e un nuovo tour. Claudio Baglioni torna con Acustico – Sogno di una notte di notte, doppio album che uscirà domani nei negozi. Registrato durante l’ultimo tour estivo del cantautore fatto tra alcuni affascinanti siti archeologici e luoghi d’arte italiani, l’album contiene 33 brani e oltre due ore di musica e di successi del musicista romano da Poster a Tamburi lontani, da Avrai a Questo piccolo grande amore.
”C’era una suggestione lontana, ma ancora forte e viva -spiega Baglioni in un’intervista al suo sito internet-, che portavo dentro da tempo e sentivo il bisogno di raccontarla, il bisogno di una nuova forma di contatto autentico, meno mediato e più ravvicinato, la voglia di recuperare il piacere di un incontro più intimo, nel quale il dialogo tra musicista e pubblico non dovesse essere per forza urlato, ma potesse anche tenersi a mezza voce o magari solo sussurrando e ci fosse, qua e la, anche lo spazio per qualche pausa o qualche breve istante di silenzio”.
Il titolo dell’album, spiega Baglioni, nasce da ”quelle parole di Shakespeare che, da quando avevo ripreso in mano Sogno di una notte di mezza estate, gorgogliavano nella mia coscienza, mitiravano la giacca e mi costringevano a fissarle negli occhi, e a non dimenticare il senso del loro messaggio. Quello che volevo evitare a tutti i costi era il solito disco dal vivo. Qualcosa che non aggiunge niente e non toglie niente, ma che lascia sempre l’impressione di un prodotto dettato più dal bisogno di rispettare certe regole del gioco, che non da reali esigenze creative ocomunicative -spiega Baglioni-. Ho l’impressione che di questi dischi ne siano stati fatti un po’ troppi e credo che il rischio sia quello di inflazionarne il valore, che è comunque alto”.
Un disco non cantato assieme al pubblico, come invece è da sempre caratteristica dei concerti di Baglioni. ”Cantare insieme fa parte del rituale del concerto -spiega l’autore di Sabato pomeriggio- è parte integrante dello stare assieme, ed è anche il termometro del gradimento.
Quando presenti un pezzo nuovo e ti accorgi che la gente lo canta insieme a te, capisci di aver colto nel segno, di aver stabilito un contatto. Il fatto è che, a volte, ci sono brani che hanno o assumono un significato particolare e che tu presenti in una veste particolare e vorresti che l’attenzione e i riflettori fossero tutti per quel brano”.
Per Acustico, Baglioni usa la definizione di ”musica leggera da camera” anche se, spiega, l’aspetto più duro è stata ”la composizione della scaletta. Il fatto -dice Baglioni- è che ho avuto la fortuna di scrivere molti pezzi fortunati e quando devi costruire uno spettacolo è inevitabile che sul campo restino delle vittime illustri. Se dipendesse da me suonerei tutto, ma mi rendo conto che non è fisicamente possibile”.
E Baglioni confessa il suo sogno: ”Un musical, è tanto che ci penso, in fondo anche Questo piccolo grande amore era nato così. Poi un libro di racconti, quando avrò il tempo di mettere ordine tra le miriadi di appunti che raccolgo strada facendo, un film, naturalmente come autore e non come protagonista, ho alcune storie che ”non si sa mai”, e un nuovo tour, magari in Europa, dove non mi sono mai avventurato e dove mi chiama il bisogno di confrontarmi con altre culture”. Contemporaneamente all’album il 7 dicembre verrà pubblicato l’home-video dallo stesso titolo del disco.
Buona parte dei progetti
che aveva in mente Claudio nel 2000… sono stati poi realizzati ![]()
Sperando di avervi regalato qualche minuto di buona lettura vi diamo appuntamento alla prossima settimana con un altro articolo dal passato.
Buona domenica da ClaudioBaglioni.net
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Il passato è sale: Per voi un concerto di quarantadue giorni
pubblicato domenica 30 gennaio 2011 alle 08:00
ClaudioBaglioni.net propone un nuovo
appuntamento settimanale dal titolo “Il passato è sale”.
Ogni domenica dall’archivio del blog verrà rivisitato
un articolo dal passato.
“Il passato è sale” di questa domenica è:
Per voi un concerto di quarantadue giorni
di Laura Putti per “Repubblica”
pubblicato mercoledì 10 dicembre 1986
Claudio Baglioni non incide un disco, lo partorisce. E una volta uscito dalla sala di registrazione, è di uno stato d’animo che è una via di mezzo tra la gioia di una liberazione e una depressione profonda, uno stato d’animo scuro, come i vestiti che indossa, come l’espressione che ha in faccia quando inizia a parlare di Assolo, il suo nuovo triplo album dal vivo.
“E’ un luogo comune parlare di un lavoro che è finito e chiamarlo “la mia ultima fatica”… beh, questo disco è proprio la mia ultima fatica. Più che fatica è stato un massacro, un massacro fisico, nervoso, totale. Assolo è stato registrato durante l’ultima tournèe, 42 concerti per tutta Italia. 42 intimi colloqui con i miei strumenti e con il pubblico, io, solo sul palco, e loro, tutti insieme, giù. Alle volte troppo distante dal palcoscenico questo mio pubblico, alle volte maltrattato dai gestori degli spazi nei quali ho suonato, costretto a file e ad attese umilianti. Alla fine della tournèe ero così polemico con un certo sistema di gestire tutto ciò che è attorno alla musica, che quasi lo arringavo il mio pubblico. Dicevo “venite più vicino, aprite a forza quei cancelli”
Insomma non è stata una tournèe tranquilla…
“Lo sapevo dall’inizio che non avrei avuto vita facile, soprattutto con me stesso. Sembrava una follia lucida: esibirsi tre ore a sera da solo su un palcoscenico, suonare tutti gli strumenti, cercare di trovare l’essenza delle canzoni, di trarre da ognuna il vero significato. Alle volte accadeva che la gente si ribellava, non amava ascoltare quelle che considerava canzoni “sue” suonate e arrangiate in maniera diversa. E questo sul disco si sente: Assolo è un unico lungo concerto ideale, ma in realtà sono più di 40 e quasi due mesi di missaggio in sala d’incisione. Nel disco ci sono io, che ho imparato anche ad essere un musicista vero, e c’è la gente che non canta soltanto le canzoni con me: è il pubblico il mio grande interlocutore, unico, come unico è il concerto che gli propongo”
In Assolo ci sono i brani, le prove, le voci del pubblico, ma Baglioni non parla mai. Eppure non sarebbe capace di fare un concerto senza dire una parola…
“Ho molto pensato a questo, avrei voluto mettere delle frasi di parlato, quelle che ritenevo essere le più importanti, i miei monologhi, le mie “prediche”, le mie “arringhe”. Ma poi ho considerato che avrei corso il rischio sempre e che sempre di meno amo correre: quello di essere frainteso, dalla gente, dal pubblico dei concerti e da quello che compra i dischi, dai media, dai critici, dai giornalisti”
Insomma, non si accettano critiche?
“Non è questo. E’ che quando uno ha messo tutto se stesso, sinceramente, in un progetto, quando si è faticato, sudato, combattuto, corso contro il tempo, non è facile accettare chi non ama la tua creatura…”
Appunto, il parto, non deve essere facile “dare alla luce” un triplo album registrato dal vivo con vari sofisticati sistemi elettronici, affrontare quasi due mesi di sala assieme agli stati d’animo di tutto lo staff
“E’ stato un anno duro, è stato un anno di riflessione, stimolante, importante. Ero reduce da un enorme successo e non sapevo a cosa sarei andato incontro. Assolo era un progetto ambizioso: all’inizio non avrei voluto fare un disco dal vivo. Alè-o-o era stato un trionfo, aveva venduto troppo, un precedente pesante con il quale misurarsi. Se avessi voluto arrivare a quei livelli avrei dovuto impegnare tutto me stesso. E così ho fatto. Ho pagato un prezzo alto di fatica, ma è stata una bella esperienza e davvero mi dispiace che sia finita. Quei 50 giorni passati in studio con Pasquale Minieri e gli altri, alla fine erano diventati un gioco al massacro, un’ossessione: Avevamo tutti perso la dimensione dello spazio e del tempo. L’ultimo giorno siamo stati in sala per trentanove ore di seguito. E alla fine, quando tutti stavano per andare via, non volevo che finisse quel sogno, sono rimasto caparbiamente attaccato a quella follia, sono andato in studio ed ho composto una canzone. Suonavo il pianoforte con le braccia e le mani che mi facevano male, cantavo con la gola a pezzi, ai militi delle possibilità fisiche”
Così è nata Il sogno è sempre, una specie di continuazione ideale di La vita è adesso, che poi è l’unico brano inedito di tutto Assolo
“Non è vero” dice Baglioni “Per me sono tre dischi di canzoni nuove”.
Sperando di avervi regalato qualche minuto di buona lettura vi diamo appuntamento alla prossima settimana con un altro articolo dal passato.
Buona domenica da ClaudioBaglioni.net
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