Interviste
4 giugno – Sky TG 24 – Resoconto finale con Claudio Baglioni
pubblicato sabato 04 giugno 2011 alle 22:42
4 giugno. Resoconto finale di SKY TG 24 con piccolo intervento di Claudio Baglioni ed altri ospiti che hanno partecipato al concerto itinerante di oggi.
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Baglioni: Berlusconi? Annunci bizzarri a Lampedusa.
pubblicato sabato 04 giugno 2011 alle 11:07
Da Lampedusa Claudio Baglioni e Luca Barabarossa, in occasione della 3 giorni “Susiti”, non risparmiano le critiche alla politica, che da sempre ha abbandonato l’isola al proprio destino, nonostante sia diventata la “porta dell’Europa” per molti immigrati.
Durante la conferenza stampa della tre giorni di “Susiti” (dal siciliano “alzati”), organizzata per promuovere Lampedusa sulla scia del festival di musica “O’ Scià”, Claudio Baglioni ricorda la visita del premier sull’isola, sottolineando come Berlusconi abbia da una parte “annunciato da Lampedusa alcune misure importanti per l’isola” mentre “altre bizzarre come il campo da golf e il Casinò”. Claudio Baglioni rivendica anche l’idea della candidatura di Lampedusa a Premio Nobel della Pace, precisando che tale intuizione fu proprio loro e degli isolani, oltretutto lanciata anni fa. “Il capo del governo l’ha copiata da noi” conclude il cantautore romano. Ma all’evento partecipano diversi aritisti, tra cui anche Luca Barbarossa, che ha parole ben più dirette verso la politica e il suo modo di agire (o di non agire). “Lampedusa senza accorgersene è diventata la porta d’Europa e il governo nazionale, senza distinzione tra destra e sinistra, è stato assente a lungo – ricorda Barbarossa – per poi intervenire in modo eclatante solo negli ultimi tempi”. “E’ incredibile – conclude il cantautore italiano – che lo slancio per Lampedusa venga da un cantante e non dalla politica, mi chiedo come si fa politica e non essere qui dove la politica serve. I lampedusani sono fieri di essere isolani ma non di essere isolati”. Cogliendo l’occasione della conferenza stampa di “Susiti” il sindaco di Lampedusa rinnova a Berlusconi l’invito a tornare nell’isola ora che le “campagne elettorali sono finite”, per “portare serie risposte”.
Remo Forbis
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Trascrizione intervista a Radio vaticana (27 settembre 2010)
pubblicato lunedì 27 settembre 2010 alle 16:30
Fonte: “RadioVaticana“
Cinque giorni di musica, oltre cento artisti sul palco, due obiettivi: riflettere sul tema dell’immigrazione e favorire l’integrazione tra le diverse culture. Con questi numeri si apre domani sera, sull’isola di Lampedusa, la rassegna musicale di O’ Scia’. Giunta all’ottava edizione, la kermesse proseguirà fino al 2 ottobre e vedrà le esibizioni, tra gli altri, di Francesco De Gregori, Roberto Vecchioni, Carmen Consoli ed Irene Grandi. Isabella Piro ne ha parlato con l’ideatore dell’iniziativa, il cantautore Claudio Baglioni:
Claudio Baglioni – Quello che con questa manifestazione abbiamo cercato e cerchiamo ogni giorno di dire non è una presa di posizione a favore o a sfavore di un pensiero o di un atteggiamento politico o sociale, quanto quello della ricerca seria delle soluzioni, che è una ricerca lunga e problematica: senza però abbandonarci a semplici slogan, che spesso non risolvono la risoluzione, ma fanno tacere solamente alcuni spiriti più bollenti.
Domanda – Siamo giunti all’ottava edizione di O’ Scia’: la questione immigrazione ha cambiato volto nel frattempo?
Claudio Baglioni – No, perché l’immigrazione è lunga quanto la vita dell’umanità, è vecchia di secoli e c’è sempre stata e sempre ci sarà. È un diritto ed anche un dovere quello di cercare una condizione migliore. A mio parere, però, il problema sta a monte. Se noi riuscissimo veramente a lavorare affinché questi viaggi così terribili e così difficili – perché noi non abbiamo neanche la più pallida idea di quello che può accadere a qualcuno che parte dal Centro Africa per arrivare fino al Mediterraneo, per trovare poi chissà quale razza di lavoro, per essere sfruttato con il lavoro nero e dalla criminalità organizzata – se noi riuscissimo a fare un passo indietro e a guardare oltre i nostri bisogni, già messi in crisi tra l’altro da un mercato generale e mondiale, probabilmente riusciremmo a trovare l’idea che una maggiore serenità e un pizzico di serenità la si può conquistare solo attraverso qualcun altro, solo attraverso il rispetto della persona.
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Intervista su “In Fly” di agosto 2010
pubblicato venerdì 27 agosto 2010 alle 17:53
Sul numero di agosto di “In Fly” un interessante intervista a Claudio Baglioni
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W l’Inghilterra – Intervista sul settimanale A a Claudio Baglioni
pubblicato mercoledì 09 giugno 2010 alle 14:55
Dal settimanale “A” – di LUCA MASTRANTONIOFOTO, foto A.DOBICI/BLOBCG
Il primo della classe
“La prima volta a Londra? Avevo 26 anni e una casa immensa. Così grande che si poteva girare con i pattini“.
Pasolini e Pavese, letture che non ti aspetti da un cantautore romantico. La depressione per il blocco creativo curato in una città, Londra, che è una specie di seconda patria. Dove fare musica è naturale come innamorarsi a Parigi. Dove puoi incontrare Jagger al ristorante, far innamorare una nobildonna e avere un déjà-vu di nome Elton John, mentre suoni alla Royal Albert Hall: un palco che è come una laurea sul campo a Oxford.
Claudio Baglioni è un frullato di pensieri ed emozioni, ricordi e sogni. Messi in circolo dal concerto che ha tenuto alla Royal Albert Hall appunto, ultima tappa della parte europea del tour che lo sta portando in giro per il mondo, dal Nord al Sudamerica, fino a Oriente. Il concerto di Londra a fine maggio è il coronamento di una carriera straordinaria, in Italia, che ha trovato anche all’estero la sua consacrazione.
Per l’intervista ad “A”, Baglioni apre il suo studio sulla Salaria, nella palazzina dove vive ancora la madre. Ci accoglie una giunonica assistente dalla maglietta fina e un’aria da ragazzina. In sala c’è un pianoforte a coda. Prendiamo un caffè. Lui (“Claudio, chiamami Claudio“) senza zucchero. Non ne ha bisogno. Basta il suo sorriso contagioso, e la voce profonda.
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Intervista a Caterina Tonon
pubblicato mercoledì 24 dicembre 2008 alle 19:16
di Fabio Conti
«Sul ciglio dei trent’anni, è precaria per professione e vocazione. Scrive, spesso per dovere, talvolta per diletto. Collabora con diverse case editrici e testate giornalistiche. Per Aliberti ha pubblicato Il mondo di Biagio Antonacci ed Ero contentissimo. Il mondo di Tiziano Ferro»: è questa la presentazione di Caterina Tonon presente sul suo ultimo libro, intitolato «Claudio Baglioni l’incantautore» e pubblicato da Aliberti editore. In esclusiva per la nostra fanzine «Di là dal ponte» e per SMNews, abbiamo rivolto alcune domande alla scrittrice, che ci ha gentilmente risposto e che, per questo, la ringraziamo, oltre che farle i complimenti per questa pubblicazione, preziosa e ricca di informazioni.
Caterina Tonon, quando e come le è venuta l’idea di scrivere questo libro?
«L’idea è nata prima dell’estate. Avevo seguito con attenzione l’evoluzione del progetto O’Scià, il festival musicale ideato e organizzato da Claudio Baglioni a Lampedusa allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche dell’immigrazione, e inizialmente avevo pensato di dedicare il libro interamente alla manifestazione e al suo principale artefice. Così ho cominciato a leggere la rassegna stampa del periodo, e quella più datata legata all’impegno sociale e umanitario di Baglioni. Il cantautore è sempre stato molto generoso con la stampa, e negli anni ha rilasciato centinaia e centinaia di interviste, oltre agli articoli scritti di suo pugno. Inevitabilmente, ho cominciato a imbattermi in dichiarazioni “d’epoca” davvero interessanti e a tratti sorprendenti, che meritavano di essere conosciute».
Il libro ripercorre le tappe della carriera artistica e della vita di Claudio Baglioni attraverso quello che lui stesso ha detto in interviste e racconti nel corso degli anni: da cosa è nata la scelta di organizzare il lavoro in questo modo, ovvero trasmettere il pensiero di Baglioni utilizzando le sue stesse parole, accostate in modo da originare un filo conduttore senza dubbio innovativo?
«L’idea non nasce ora: avevo già lavorato con questo metodo per i miei due libri precedenti dedicati ai cantanti. Forse deriva da una sorta di antipatia verso la biografia tradizionale, che rischia sempre di stravolgere o fare un’agiografia dei protagonisti. Quella di un artista è di solito una personalità complessa, e la sua storia risulta affascinante non solo per i successi ma anche per i momenti di crisi che quasi tutti prima o poi attraversiamo. Sicuramente, servendosi delle parole dei protagonisti per raccontarli, ne esce un ritratto più diretto e, almeno nelle intenzioni, più fedele. Inoltre è importante cercare di arricchire i testi con qualche curiosità o approfondimento per contestualizzare al meglio la citazione».
Quanto è durata la raccolta del materiale? E la stesura del libro?
«Per raccogliere il materiale e soprattutto per leggerlo ci sono voluti diversi mesi. La stesura del libro è stata relativamente più agile, perché ormai avevo acquisito una buona padronanza della materia. Anche se l’aggiornamento è stato continuo: argomenti come il progetto QPGA e la proclamazione di “Uomo di pace 2008″ sono stati affrontati a ridosso della chiusura del libro».
Qual è stato il passaggio che più l’ha colpita del libro?
«Sicuramente il momento cruciale della vita di Baglioni, quello della svolta, l’incidente del 1990. Chiunque, in simili circostanze, avrebbe potuto perdere la testa. Invece, con una lucidità ancora più tagliente, Baglioni ha dato il via a quella che secondo me è la sua migliore produzione e ha allestito uno dei più memorabili tra i suoi tour».
Baglioni era a conoscenza del fatto che lei avrebbe scritto questo libro? Le è capitato di sentirlo durante la stesura? E le ha poi fatto sapere cosa ne pensa?
«Purtroppo non ho avuto la possibilità di confrontarmi direttamente con Baglioni riguardo al libro. Ma spero che, se un giorno gli capitasse di averlo tra le mani, possa riconoscersi almeno un po’ in quelle pagine».
Tra il momento prima di mettersi al lavoro per preparare questo libro e quando ha avuto la copia stampata tra le mani la sua opinone sulla vita artistica e umana di Baglioni è in qualche modo cambiata?
«Forse ero vittima anch’io del pregiudizio di molti legato a un Baglioni troppo serioso e malinconico, invece dalle interviste che ha rilasciato nel corso degli anni emerge un artista capace di grande ironia. Credo sia un vero peccato che il grande pubblico non sempre possa godere delle sue pungenti osservazioni sul mondo, sulla musica e soprattutto su se stesso».
Secondo lei il messaggio del libro qual è?
«Premettendo che non sono fanatica delle pubblicazioni che si propongono di veicolare un messaggio, perché credo che un buon libro si presti a chiavi di lettura personali e spesso molto differenziate, posso parlare soltanto del “mio” messaggio. L’idea che per me è diventata un leitmotiv man mano che il testo prendeva corpo riguarda la grandezza del vivere “in progressione”, senza considerarsi mai arrivati e continuando a misurarsi in nuovi progetti e a superarsi attraverso nuove sfide che richiedano tenacia, coraggio e un po’ d’incoscienza».
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Claudio Baglioni: QPGA
pubblicato sabato 13 dicembre 2008 alle 05:47
di Kristina Radanovic
Oltre due ore e mezza di grande musica dal vivo, in un unico grande tempo scenico senza interruzioni.
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Baglioni: Amore a 360 gradi
pubblicato mercoledì 13 febbraio 2008 alle 00:28
di Vito Magno della rivista “Madre”
Ha fatto cantare generazioni intere con il suo senso del tempo e della musica. Autore colto della canzone italiana, Claudio Baglioni a 56 anni riempie ancora gli stadi, mettendo d’accordo giovani di ieri e di oggi sulle note di Questo piccolo grande amore.
Recentemente è uscito Tutto qui, quattro dvd inediti, sette ore e mezza di musica e immagini, con canzoni vecchie e nuove che coprono la sua carriera artistica lunga quarant’anni e fatta di oltre 200 canzoni.
Amato da più generazioni, Claudio Baglioni si è fatto strada superando le logiche discografico-commerciali. Dopo la maglietta fina degli amori adolescenziali, ha cantato un lungo viaggio dentro l’uomo, allontanandosi sempre più dal grido di solitudine di Poster e dai quadri naif di Porta Portese e Lampada Osram, per dare spazio al vissuto quotidiano. Superata la crisi esistenziale, che affiora soprattutto in Quel giorno, intraprende un viaggio spirituale, che lo porta a scrivere canzoni come Strada facendo o Per incanto e per amore. Nel 1990, con l’album Oltre, compie una virata verso l’impegno sociale con canzoni contro droga, mafia, razzismo. Diventa in breve la voce degli extracomunitari che sbarcano sulle coste italiane con le carrette del mare. Organizza ogni anno un festival a Lampedusa, e va perfino a parlare a Bruxelles nella sede del Parlamento europeo.
Le sue canzoni piene di magia sono capaci di muovere la fantasia e di scatenare sogni ed emozioni. Così è stato anche per Iole Tassitani, la donna di Castelfranco Veneto (Treviso), rapita e uccisa barbaramente, che seguiva il cantante in tutti suoi concerti. Appresa la tragica notizia, Baglioni ha scritto questo struggente messaggio: « Cara Iole, avrai sempre il tuo sorriso e per sempre io ti sarò accanto. Mille giorni di te e di me faranno da colonna sonora alla mia e alla tua vita nell’aldilà ».
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