Tag: fondazione o’scià
Grazie dalla Fondazione O’Scià
pubblicato giovedì 06 ottobre 2011 alle 18:01
Il nostro personale, ma soprattutto il grazie di Lampedusa e della sua gente.
Grazie per queste giornate di musica e di vita sull’isola.
Perché Lampedusa ha bisogno di entrambe: della musica che lenisca le ferite, allevi il dolore e regali qualche piccola emozione da mettere da parte per l’inverno del cuore, che, da queste parti, raramente è rigido fuori, ma è sempre più rigido dentro.
Grazie perché la vostra stessa presenza sull’isola (forse ancora di più che le vostre note e le vostre parole) rianima, dà fiato, contribuisce a squarciare il velo di questo isolamento e aiuta a ricordare che le nubi passano, ma il cielo resta.
Quest’anno O’Scià è stata interamente dedicata a Lampedusa, perché mette la propria voce al servizio di chi voce non ha e, quest’anno, era Lampedusa ad essere rimasta senza voce.
Grazie a tutti voi, per aver regalato all’isola e alla sua gente un soffio di fiato e per questa vostra straordinaria staffetta nel mantenere viva la speranza.
Grazie, soprattutto, perché nessuno di voi ha pensato “Se mi fermo per aiutare quest’isola e questa gente, cosa ne sarà di me?”, ma tutti quanti avete rovesciato la domanda e vi siete chiesti “Se non mi fermo per aiutare quest’isola e questa gente, che cosa ne sarà di loro?”
Ora che ritornate alla vostra vita di sempre, portate con voi questo mare e questo fiore di roccia nel cuore del Mediterraneo ma anche lo sguardo profondo come il mare e solido come la roccia di questa gente, perché la vostra testimonianza, la vostra sensibilità, la vostra solidarietà aiutino Lampedusa e la sua gente a ritornare ad una vita degna di questo nome.
O’Scià!
Fondazione O’Scià
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Al via la IX edizione di “O’Scià”
pubblicato lunedì 26 settembre 2011 alle 18:24
Al via la IX edizione di “O’Scià” rassegna di musiche e arti ideata e organizzata da Claudio Baglioni per manifestare solidarietà a Lampedusa e alla sua gente.
Baglioni: “Siamo qui, non siamo mai andati via, torniamo sempre e continueremo a farlo”
Un supercast di 60 ospiti animerà i cinque giorni live della IX edizione di O’scià, la rassegna di arti e musiche, ideata e organizzata da Claudio Baglioni, che si svolgerà a Lampedusa da martedì 27 settembre a sabato 1 ottobre, per manifestare solidarietà all’isola e alla sua gente, che vive uno dei momenti più difficili della sua storia.
“O’scià intende, soprattutto, manifestare solidarietà e vicinanza alla gente di Lampedusa, in un momento particolarmente delicato e difficile”. E’ quanto ha dichiarato Claudio Baglioni, presentando la nona edizione della rassegna di arti e musiche della Guitgia, sottolineando che “Queste cinque serate di musica e parole, vogliono essere il segno di un affetto particolare. E’ il nostro modo di dire che siamo qui, che non siamo mai andati via, che torniamo sempre e che continueremo a farlo”.
“La battaglia (ha concluso Baglioni) per mostrare al mondo il volto vero di questo straordinario arcipelago e del suo popolo, che vuole tornare a essere normalmente felice e guardato per quello che è veramente, è anche la nostra battaglia.”
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A tutti coloro che si sentono di Lampedusa e Linosa
pubblicato giovedì 22 settembre 2011 alle 18:12
Dal sito della “Fondazione O’Scià“
Quando le pietre provano a rubare il posto alle parole è difficile riuscire a trovare parole più forti delle pietre.
Molto difficile, ma bisogna tentare.
Perché le pietre sono dure e cieche e sorde.
Non guardano in faccia a nessuno e non ascoltano nessuno.
Colpiscono tutti e feriscono tutti.
E, quando la furia cessa, hanno perso tutti e sulla strada non resta alcun vincitore.
Le pietre possono abbattere le persone, ma non i problemi.
Le ferite diventano ancora più grandi e dolorose e sulla scena rimangono solo sconfitti.
Conosco le ragioni della vostra rabbia.
Le ascolto, le capisco, le condivido.
E’ la rabbia di chi, giorno dopo giorno, assiste, impotente, al proprio paradiso che si trasforma in inferno, mentre quasi tutto il resto del mondo sta a guardare o – peggio – si volta dall’altra parte, senza far niente.
E’ la rabbia di chi, da troppo tempo, aspetta risposte che chissà se arrivano, se arrivano tardi o non arrivano mai.
Ma, per quanto la rabbia possa essere grande e giustificata, non saranno le pietre a portare quelle risposte.
La rabbia ha molte ragioni ma quasi mai ha ragione.
Le pietre seppelliranno ancora di più quelle risposte.Non solo: esse forniranno un alibi solido a chi - in Italia, in Europa, nel Mondo - non ha molto tempo per rispondere alla vostra richiesta di aiuto, non ha tanta preoccupazione di garantire il vostro diritto alla giustizia, non ha tutta quell’attenzione a considerarvi per ciò che realmente siete: cittadini italiani, con gli stessi diritti di chi vive a Roma, a Firenze o a Milano, e cittadini europei, con gli stessi diritti di chi vive a Parigi, a Berlino o a Londra.
Vi daranno retta per un po’.
Finché agiterete pietre e bastoni.
Ma potrà durare per sempre?
A un certo punto finirà.
E “loro” potranno e dovranno dedicarsi a qualcos’altro.
E quello che è successo non sarebbe servito all’isola e a voi.
Sarebbe piuttosto un danno.
Irrimediabile. Insanabile.
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O’scià si svolgerà regolarmente
pubblicato mercoledì 21 settembre 2011 alle 22:15
Dal sito della “Fondazione O’Scià”

La Fondazione ha ricevuto rassicurazioni dalle autorità competenti che l’isola di Lampedusa tornerà entro 24 ore alla normalità pertanto la manifestazione di O’Scià si svolgergà regolarmente dal 27 settembre al 01 ottobre 2011.
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Fondazione O’Scià replica a Mario Luzato Fegiz
pubblicato sabato 27 agosto 2011 alle 20:43
Sul sito della Fondazione O’Scià (nella sezione news) è stata inserita la replica a un articolo di Mario Luzato Fegiz pubblicato su “Style”.
Leggi l’articolo di Mario Luzato Fegiz >>>
Replica della Fondazione O’Scià:
Difficile immaginare che una persona dell’esperienza, della cultura musicale e della sensibilità di Mario Luzzatto Fegiz possa parlare di O’scia’ come di un “mausoleo”. “Sepolcro monumentale” è la definizione del termine. Definizione offensiva. Male augurante. Ma, soprattutto, del tutto priva di corrispondenza con la realtà. Quello sprezzante “si suona in riva al mare tra uno sbarco e l’altro” suona volgare e inaccettabile. Inaccettabile per chi ha ideato la manifestazione e la porta avanti, da quasi dieci anni, non senza difficoltà. Inaccettabile per gli artisti che la animano. Oltre trecento, fino ad oggi. Italiani e stranieri. Di ogni linguaggio, esperienza e generazione. Inaccettabile per le 12-15mila persone che, con ogni mezzo, raggiungono Lampedusa per portare la loro testimonianza di sensibilità e solidarietà. Ma, soprattutto, inaccettabile per la gente di Lampedusa, profughi e migranti. Per Lampedusa, infatti, O’scia’ è non solo l’unico momento di attenzione positiva di Istituzioni, forze politiche, media e opinione pubblica, ma anche l’unica risorsa economica rimasta. Niente O’scia’: niente turismo. Niente turismo: niente Lampedusa. Così, purtroppo, stanno le cose. Qualcuno ha un’idea migliore? Si faccia avanti: è il benvenuto. Noi siamo musicisti, facciamo ciò che sappiamo fare: musica. Per tutti gli altri, la porta è aperta. Sempre. Per profughi e migranti, invece, O’scia’ rappresenta un microfono e un amplificatore che cercano di dar voce a chi non ne ha. Un appello alle Istituzioni internazionali, europee e italiane – che O’scia’ porta avanti insieme a realtà quali l’Alto Commissariato ONU per i rifugiati, Amnesty International o Save the Children – affinché vengano riconosciuti e garantiti diritti fondamentali: la dignità di esseri umani e il diritto d’asilo. Ma soprattutto il diritto a non essere privati di ciò di cui nessun essere umano può essere privato: un futuro degno di questo nome. Fegiz, che è venuto più volte a Lampedusa, sa perfettamente che O’scia’ è tutto tranne che una tomba. E, anche se si suona sulla spiaggia, non è l’ultima spiaggia. Per nessuno. Non si può valutare O’scia’ con il metro con il quale si valutano tour o concerti. Perché O’scia’ è né l’uno, né l’altro. Nessuno paga un biglietto. Gli artisti si esibiscono gratis. Non c’è promozione. Non ci sono sponsor. Non ci sono diritti tv. Non c’è – né ci sarà mai – alcun tipo di “interesse” economico o commerciale. Questo è. Anche per questo è inaccettabile che, dopo dieci anni, si metta O’scia’ sullo stesso piano di iniziative – più o meno significative, più o meno meritorie, non sta a me valutarlo – di altra natura. Le opinioni sono tutte legittime e tutte degne di attenzione, mai confronti hanno senso solo tra realtà tra loro omogenee. Un centro di formazione, una città per la musica, un teatro in campagna, una grande adunata rock e una rassegna musicale a sfondo sociale, non hanno nulla in comune, al di là della musica. Abitano piani diversi e, dunque, non possono essere messe sullo stesso piano. Non so, infine, se “sia il caso di far tornare la musica nei luoghi deputati come arene, teatri o palasport”. Personalmente ritengo che ogni artista abbia il diritto di ambientare le proprie opere dove ritiene più opportuno. E’ il pubblico, semmai, a promuovere o bocciare certe iniziative, accordando o negando il proprio gradimento. Quella sui luoghi del nostro Paese deputati alla musica è una querelle vecchia. Vecchia e sterile, perché non porta da nessuna parte. Sono anni che se ne discute, senza che si sia mai fatto un passo avanti. La verità è che di luoghi “deputati” alla musica da noi ce ne sono pochi. Pochissimi, se si parla di “pop” o “rock”. Vale a dire di musica “amplificata” e non “acustica”. Le arene sono poche, strutturalmente molto diverse tra loro e mal distribuite sul territorio nazionale. I teatri – soprattutto quelli di “tradizione” – sono bellissimi, ma sono nati per altri generi musicali. A volte si rivelano adatti, a volte no. Dipende dal tipo di progetto che l’artista ha in mente. Sul fatto, poi, che i palasport siano deputati alla musica ci sarebbe da discutere. Il termine stesso dice che sono stati progettati ed edificati per altro. E non c’è bisogno di una laurea in architettura per rendersi conto del fatto che l’acustica è oscena. E che, per fare in modo che si possa sentire decentemente, occorrerebbero interventi strutturali improponibili. Pop e rock sono morti? Forse. La “musica giovane” si è “cristallizzata” e ha smesso di dire qualcosa di veramente originale e innovativo? Può darsi. Ma perché, se il tema è questo, non lo si affronta senza offese gratuite, senza del facile sarcasmo sul rapporto tra grandi spazi e amplificazione e senza tirare in ballo polvere, tafani e zanzare?
Fondazione O’Scià
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Comunicazione ufficiale voli O’Scià 2011
pubblicato sabato 27 agosto 2011 alle 12:32
Il sito ufficiale della Fondazione O’Scià comunica che entro stasera la compagnia aerea Blue Panorama applicherà delle tariffe speciali sui voli programmati da e per Lampedusa nei giorni inerenti la Manifestazione O’scià 2011, al fine di agevolare tutti i fan o coloro che volessero raggiungere l’isola, per assistere all’evento.
Le nuove tariffe saranno pubblicate e acquistabili su www.blu-express.com
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Recuperiamoli e recuperiamoci
pubblicato lunedì 08 agosto 2011 alle 14:35
dal sito della “Fondazione O’Scià“
Ogni volta che la telecamera li inquadra, la storia fa un passo indietro.
E le stigmate dell’umanità ricominciano a sanguinare.
Ogni volta che gli occhi di migranti e profughi – esausti, impauriti, spaesati – o i loro sorrisi – nei quali è impossibile distinguere speranza e disperazione – o, peggio, i loro corpi senza vita, – allineati sotto lenzuola pietose, sul cemento di un molo trasformato in una camera ardente a cielo aperto – occupano i led dei nostri cinquanta pollici full hd, tutti noi torniamo sulle navi negriere, con il loro carico di schiavi per l’America.
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Saluto a LampedusaInFestival
pubblicato giovedì 21 luglio 2011 alle 08:00
da “Fondazione O’Scià“
A nome della Fondazione O’Scia’ auguro agli organizzatori, ai sostenitori, ai partecipanti della rassegna LampedusaInFestival un ottimo lavoro e un grande successo.
I contenuti e gli argomenti trattati ci tengono vicini in questo lungo e difficoltoso cammino verso un mondo nuovo, luogo di incontro di civiltà, di cultura e di pace.
Le nostre manifestazioni sono occasione di riscoperta e valorizzazione delle Isole Pelagie nelle loro bellezze naturalistiche e nelle vivaci identità intellettuali.
Claudio Baglioni

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